Una delle grandi trappole della modernità è legato al concetto di crescita. Siamo bombardati dall’idea che dobbiamo crescere, migliorare, fare più cose e impiegare tutto il tempo a disposizione.
Il mito del multitasking si è diffuso rapidamente nella nostra società computer-centrica, ma sono ancora pochi quelli che si rendono conto dei pericoli che questo comporta.
Il costante passare da un’attività all’altra incoraggia il nostro cervello a sviluppare pessime abitudini. Ogni volta che completiamo un piccolo task, come mandare un’email, il nostro corpo rilascia una piccola dose di dopamina, un ormone che ci stimola l’effetto “ricompensa”. Siccome il nostro cervello è drogato di dopamina, ne vuole sempre di più e ci induce a completare altri piccoli task per riceverne una nuova dose. Questo ci rende impossibile concentrarci su progetti complessi.
Inoltre cerchiamo di fare troppe cose in una volta sola e dimentichiamo di fare qualcosa di importante.
Questo non dipende dal fatto che abbiamo troppo poco tempo per fare tutte le cose che vanno fatte, ma dal sentire la necessità di fare troppe cose nel tempo che abbiamo.
“Fare due cose alla volta è come non farne nessuna”(Publilio Siro).
Per esperienze personali possiamo confermarvi che, come dice Steve Uzzell, “il multitasking è semplicemente l’opportunità di complicare più di una cosa alla volta” e come tale non è nè utile nè funzionale ai nostri obiettivi e al nostro benessere.
Al contrario gli ambiti dove abbiamo riscontrato grandi risultati sono quelli in cui abbiamo ridotto la nostra concentrazione su poche cose o addirittura su una sola e unica cosa, l‘unitasking.
Ovviamente all’inizio può essere difficile scardinare la convinzione che fare di più è meglio e abbracciare la logica opposta ovvero che fare meno è la via per essere veramente produttivi!
Un altro effetto collaterale virtuoso dell’ unitasking è che tutto questo spinge alla semplificazione.
Per ottenere grandi risultati non c’è bisogno di apparati o procedure complesse anzi c’è bisogno di semplificare. Più manteniamo le cose semplici maggiori saranno i risultati.
Per ottenere il meglio dalla nostra vita, dobbiamo “ridurci” il più possibile. Spesso pensiamo esattamente l’opposto. Crediamo che un grande successo sia complicato e richieda molto tempo.
“Ridurci” significa ignorare tutte le cose che potremmo fare e fare quelle che dovremmo.
È possibile fare due cose insieme, ma non è possibile concentrarsi su due cose insieme.
Bibliografia:
1.Cal Newport – Deep Work: Rules for Focused Success in a Distracted World
2.David Rock – Your Brain at Work
3.Tony Schwartz – The Power of Full Engagement
4.John Medina – Brain Rules: 12 Principles for Surviving and Thriving at Work, Home, and School
5.Gary Keller e Jay Papasan – The ONE Thing: The Surprisingly Simple Truth Behind Extraordinary Results
6.Daniel Goleman – Focus: The Hidden Driver of Excellence
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