Quando si parla di prevenzione del tumore al seno, si pensa subito agli screening periodici. Ma c’è un indicatore di salute molto importante che merita attenzione: la variabilità della frequenza cardiaca (HRV).
Un recente studio intitolato “Differenze nella variabilità della frequenza cardiaca e composizione corporea tra sopravvissute al cancro al seno e donne senza cancro” ha esaminato le differenze nella variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e nella composizione corporea tra donne sopravvissute al cancro al seno e donne senza una storia di cancro, suggerendo nuove strategie di prevenzione e miglioramento della qualità della vita.
HRV e Cancro al Seno: Cosa Dice la Ricerca?
La HRV è un indicatore della salute del sistema nervoso autonomo e della capacità del corpo di rispondere allo stress. L’HRV è una misura della variazione degli intervalli tra battiti cardiaci consecutivi ed è considerata un indicatore della salute del sistema nervoso autonomo e del rischio cardiovascolare
Una HRV bassa è associata a:
- Maggior rischio di malattie cardiovascolari
- Aumento dello stress e dell’infiammazione sistemica
- Ridotta capacità di recupero dallo stress fisico e psicologico
Composizione Corporea e Rischio Oncologico
Un altro aspetto chiave evidenziato dallo studio riguarda la composizione corporea. Le donne con una maggiore percentuale di grasso corporeo presentano un rischio più elevato di recidiva, poiché il tessuto adiposo è coinvolto nella produzione di ormoni e mediatori infiammatori che possono favorire la crescita tumorale.
L’eccesso di grasso viscerale, in particolare, è associato a:
- Infiammazione cronica
- Aumento degli estrogeni (che possono favorire la crescita del tumore al seno)
- Peggior controllo metabolico
Metodologia dello studio
Lo scopo di questo studio era di esplorare la variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e le modifiche della composizione corporea in donne sopravvissute al cancro al seno e donne di controllo senza cancro.
Partecipanti allo Studio
Lo studio ha coinvolto due gruppi di donne:
- Sopravvissute al cancro al seno: donne che avevano completato i trattamenti per il carcinoma mammario (BCS, n = 27).
- Donne senza una storia di cancro: partecipanti sane utilizzate come gruppo di controllo (controllo, n = 31).
Risultati principali
I risultati dello studio suggeriscono che le donne sopravvissute al tumore al seno presentano un’attività cardiaca parasimpatica inferiore rispetto ai controlli, attestato da una HRV significativamente inferiore rispetto alle donne senza cancro. Questi risultati suggeriscono una disfunzione del sistema nervoso autonomo nelle sopravvissute al cancro al seno, che potrebbe tradursi in un aumento del rischio cardiovascolare. Un aumento concomitante del grasso viscerale, tra gli altri fattori, può contribuire a disturbi autonomici cardiaci e cambiamenti nei modelli HRV nelle sopravvissute al tumore al seno.
Le differenze osservate nella variabilità della frequenza cardiaca e nella composizione corporea tra sopravvissute al cancro al seno e donne senza cancro evidenziano l’importanza di monitorare e gestire questi parametri per migliorare la salute cardiovascolare e generale delle pazienti. Interventi mirati, come programmi di esercizio fisico e strategie per la gestione del peso, possono contribuire a migliorare l’HRV e la composizione corporea, riducendo così il rischio di malattie cardiovascolari e migliorando la qualità della vita delle sopravvissute al cancro al seno.
Implicazioni Cliniche per Ridurre il Rischio di Tumore al Seno
Questo studio ci fornisce importantissime direzioni per agire nel nostro quotidiano e ridurre il rischio di sviluppare il tumore al seno. Il miglioramento della nostra Variabilità Cardiaca o HRV è un potente mezzo.
Come aumentare l’HRV
- Dieta antinfiammatoria
- Gestione dello stress: tecniche di respirazione, meditazione, biofeedback, stimolazione vagale.
- Esercizio fisico regolare
Monitoraggio e personalizzazione
- L’uso di dispositivi come biofeedback e stimolazione del nervo vago (Pulsetto, Alpha-Stim) può aiutare a migliorare la risposta parasimpatica.
- La valutazione dell’HRV nel tempo può fornire un indicatore oggettivo dello stato di salute autonomica e del recupero post-trattamento.
Conclusioni
Lo studio ha rilevato che le donne sopravvissute al tumore al seno hanno una HRV significativamente più bassa rispetto alle donne sane, come evidenziato dalla riduzione della componente parasimpatica, responsabile del rilassamento e del recupero. Le sopravvissute al cancro al seno presentano inoltre un peggior profilo metabolico, aumentando il rischio di malattie cardiovascolari. Tuttavia interventi mirati su esercizio fisico, alimentazione e gestione dello stress possono migliorare sia la HRV che la composizione corporea, riducendo il rischio di recidiva e migliorando la qualità della vita.
La prevenzione del tumore al seno non passa solo dagli screening e dalla genetica, ma sopratutto dalla gestione dello stress, dall’equilibrio autonomico e dal controllo del peso corporeo. Integrare strategie mirate per migliorare la HRV e la composizione corporea può essere un’arma potente per ridurre il rischio di recidive e migliorare la qualità della vita.
Se vuoi prenderti cura della tua salute in modo completo, inizia oggi con piccoli cambiamenti nello stile di vita. Il tuo cuore e il tuo corpo ti ringrazieranno!
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