I rapporti interpersonali hanno un potere immenso sul nostro benessere ma attenzione perchè il benessere che percepiamo dall’avere una relazione serena non si limita alla sensazione di leggerezza e spensieratezza. Alcuni studi mostrano l’esistenza di un rapporto diretto tra relazioni di coppia e salute. E, non solo conta avere o no stretti legami, ma è fondamentale la qualità.
Diamo un’ occhiata alla ricerca scientifica:
1)Nel 2006 Halkey e altri ricercatori calcolarono che la solitudine alza la pressione sanguigna fino a raddoppiare il rischio di infarto e ischemia.
2) Nel 1988 in uno studio condotto da House, Landis e Umberson emerge che l’isolamento emotivo rappresenta per la salute un rischio più pericoloso del fumo e dell’ipertensione.
3) A Cleveland, i ricercatori della Case Western University hanno posto a un gruppo di uomini con una storia medica di angina e ipertensione la seguente domanda: “Tua moglie mostra il tuo amore per te?”. Quelli che hanno risposto “no” hanno subito nei cinque anni successivi almeno il doppio degli episodi di angina rispetto a coloro che hanno risposto affermativamente. Anche il cuore delle donne è colpito, sembra che le donne che vivono con difficoltà il proprio matrimonio e hanno regolarmente interazioni ostili con il compagno abbiano la pressione significativamente più alta e livelli più alti di stress rispetto alle donne che vivono un matrimonio felice.
4) Un altro studio ha rilevato che le donne che hanno subito un infarto rischiano tre volte di più di averne un altro se nel loro matrimonio regna la discordia.
5) Nel 2001 Coyne e collaboratori affermano che, negli uomini e nelle donne con scompenso cardiaco, lo stato del matrimonio rappresenta un buon predittore di sopravvivenza dopo quattro anni al pari della gravità dei sintomi e del grado di deperimento fisico. La sofferenza in una relazione influenza negativamente il nostro sistema immunitario, ormonale e perfino la nostra capacità di guarire.
6) In un affascinante esperimento Kiecolt-Glaser e collaboratori hanno osservato una serie di coppie di novelli sposi che litigavano e hanno prelevato nelle ore successive alla discussione campioni di sangue. Hanno scoperto che più i membri della coppia erano bellicosi e sprezzanti più era alto il livello degli ormoni dello stress e più risultava indebolito il sistema immunitario. Gli effetti persistevano per 24 ore.
7) In uno studio ancora più stupefacente i ricercatori hanno dato alle donne che si erano prestate volontariamente una pompa vuota che produceva piccole vesciche sulle mani. Poi le hanno fatto litigare con i compagni e hanno scoperto che più animata era la discussione più lentamente guariva la ferita sulla mano.
Questi studi ci dicono che la qualità delle nostre relazioni d’amore è un fattore della misura di quanto siamo sani mentalmente e emotivamente. I litigi e la critica ostile proveniente della persona amata accrescono la mancanza di fiducia in se stessi e creano un senso di inettitudine. Classiche cause di depressione. Abbiamo al contrario bisogno di conferme da parte dei partner. I ricercatori sostengono che le difficoltà coniugali aumentano di 10 volte il rischio di sviluppare una depressione.
Queste sono le cattive notizie ma ce ne sono anche di buone. Attualmente centinaia di studi mostrano che i legami d’amore positivi con gli altri ci proteggono dallo stress e ci aiutano ad affrontare meglio le sfide quotidiane e i traumi.
Alcuni ricercatori israeliani riportano che le coppie con un attaccamento emotivo sicuro sono più capaci di affrontare i pericoli come gli attacchi dei missili Scud, rispetto alle coppie meno affiatate. Le coppie più unite risultavano essere meno ansiose e con minori problemi fisici in seguito agli attacchi.
In un esperimento condotto da Cohan e collaboratori nel 2006 il semplice gesto di stringere la mano del proprio partner calmava le cellule nervose presenti nel cervello.
In questo studio si diceva ad alcune donne sottoposte a risonanza magnetica che avrebbero potuto ricevere una piccola scossa elettrica ad una cavaglia. Questa informazione attivava i centri dello stress delle donne ma quando il compagno teneva loro la mano lo stress era minore e quando le donne ricevevano la scossa elettrica il dolore era meno intenso. Questo effetto era visibilmente più forte nelle relazioni felici e nelle coppie definite “super coppie” ovvero quelle che riferivano alti livelli di soddisfazione. Il contatto con il partner agisce come un “riduttore di shock, stress e dolore”.
Le persone che amiamo sostiene Cohan rappresentano i “regolatori nascosti” dei nostri processi fisici nella nostra vita emotiva.
Secondo Heisenberg e collaboratori l’espressione “sentimenti feriti” è assolutamente appropriata. I loro studi di brain imaging mostrano come il rifiuto e l’esclusione attivano i medesimi circuiti nella stessa parte del cervello del dolore fisico, in particolare il cingolo anteriore. Questa parte del cervello si attiva ogni volta che siamo emotivamente separati da coloro ai quali ci sentiamo più vicini. In pratica quando l’amore non funziona, soffriamo fisicamente.
Quando invece siamo accanto al nostro partner, lo abbracciamo, facciamo l’amore con lui/lei, veniamo sommersi dagli “ormoni coccola”, l’ossitocina e la vasosopressina. Sembra che questi ormoni attivino i centri della ricompensa nel cervello, inondandoci di sostanze chimiche portatrici di calma e tranquillità come la dopamina e spegnendo gli ormoni dello stress come il cortisolo.
Tutto questo per dire che l’amore conta. L’amore non è la glassa sulla torta della vita, è un bisogno primario proprio come ossigeno e acqua e solo dopo aver capito, accettato questo, possiamo arrivare più facilmente al cuore dei nostri problemi di relazione.
Bibliografia
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