Il 50% di ciò che sappiamo su noi stessi, sulla salute e sul mondo è falso.
Il problema è che non sappiamo quale!
Questo è il motivo che ci spinge a parlare della necessità di diventare più consapevoli.
Oggi siamo sempre più interessati ai temi della salute e del benessere e molti vorrebbero fare qualcosa di pratico e salutare per se stessi e i propri cari senza dover continuamente ricorrere a consulenze esterne, professionisti ultraspecializzati o blog di indubbia provenienza o validità scientifica.
La realtà è infatti che oggi siamo continuamente bombardati da informazioni e consigli assolutamente discordanti tra di loro, tutti parlano di cosa fa bene e di cosa fa male, di cibi e abitudini salutari, di cosa fare e non fare a livello di attività fisica, si moltiplicano i professionisti e le aziende che professano di avere prodotti “miracolosi” e verità assolute e sapete qual è l’unico risultato?
Siamo sempre più CONFUSI, BLOCCATI e INCAPACI DI DECIDERE COSA È MEGLIO PER NOI.
E’ vero tutto e il contrario di tutto. Ad esempio un giorno ci dicono che la carne fa bene e il giorno dopo ci dicono che fa male.
Questo fenomeno è stato ben studiato da Barry Schwartz , il quale dopo una lunga ricerca, tanti test ed esperimenti, ha scritto anche un libro “Il paradosso della scelta” per far luce sul perché in un mondo che offre così tanto, ci sia tanta depressione, insoddisfazione e suicidi. Li chiamano mali moderni, i mali del benessere.
B. Schwartz ci mostra come il dogma ufficiale di tutte le società industriali occidentali sia “se vogliamo massimizzare il benessere dei nostri cittadini dobbiamo massimizzare la libertà individuale.”
Di conseguenza più scelte le persone hanno, più sono libere e se è maggiore la loro la libertà, maggiore sarà il loro benessere. Niente di più sbagliato!
In realtà dietro questa allettante libertà di scelta si cela la continua necessità di decidere, in ogni momento della nostra vita.
Tutta questa scelta comporta, aldilà di indubbi effetti positivi, due effetti negativi sulle persone.
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- Il primo, paradossalmente, è che produce paralisi invece che liberazione. Con tante opzioni fra le quali scegliere, diventa molto difficile farlo.
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- Il secondo è che, anche se riusciamo ad evitare la paralisi e a fare una scelta, saremo comunque meno soddisfatti del risultato rispetto a come saremmo stati con meno opzioni fra le quali scegliere. Fra tanti prodotti da scegliere, se ne compriamo uno e non è perfetto, è facile immaginare che avremmo potuto fare una scelta diversa che sarebbe stata migliore. E così rimpiangiamo la scelta fatta.
Dunque:
Con tutte queste scelte si sta peggio?
Forse si stava meglio quando si stava peggio?
Non esattamente! Non c’è alcun dubbio che un po’ di scelta sia meglio che non averne affatto, ma da questo non deriva che molta scelta sia meglio.
C’è un valore critico oltre il quale avere troppe opzioni crea malessere e siamo abbastanza sicuri che abbiamo superato da un pezzo il livello in cui le scelte migliorano la nostra vita.
Solo rallentando e sviluppando una solida consapevolezza possiamo salvarci dal caos e iniziare a riprendere in mano la nostra salute grazie al potere di piccoli cambiamenti quotidiani che protratti nel tempo possono produrre grandi cambiamenti.
BIBLIOGRAFIA
Barry Schwartz, “The Paradox of Choice: Why More Is Less”, HarperCollins e-books, Revised Edition (2009)
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