Il concetto di Vo2max, ovvero la quantità massima di ossigeno che il corpo riesce ad utilizzare durante un esercizio fisico intenso, è da tempo riconosciuto come un indicatore fondamentale della salute cardiovascolare e della forma fisica generale. Tuttavia, questo recente studio (Evidence of association between higher cardiorespiratory fitness and higher cerebral myelination in aging) ha portato alla luce una connessione sorprendente tra Vo2max e il processo di invecchiamento celebrale, suggerendo che livelli più elevati di Vo2max potrebbero non solo migliorare la salute fisica, ma anche rallentare il naturale invecchiamento del cervello.
Tradizionalmente, il Vo2max è stato utilizzato per monitorare l’efficienza del sistema cardiovascolare e la capacità aerobica di un individuo. Più il Vo2max è elevato, più efficiente è il cuore nel fornire ossigeno ai muscoli durante l’attività fisica. Tuttavia, questo studio ha ampliato il concetto, indagando l’effetto del Vo2max sul cervello umano, in particolare sulla mielinizzazione, il processo attraverso cui si formano le guaine di mielina che rivestono le fibre nervose.
La mielina è una sostanza grassa che avvolge le fibre nervose nel sistema nervoso centrale, svolgendo un ruolo cruciale nella velocità e nell’efficienza della trasmissione degli impulsi nervosi.
Con il passare degli anni, la produzione di mielina tende a diminuire, un fenomeno che è strettamente legato al declino cognitivo e a disturbi neurologici legati all’età, come la demenza e il morbo di Alzheimer.
Un aumento della mielinizzazione, quindi, è associato a una maggiore efficienza del cervello, con possibili effetti positivi su funzioni cognitive come la memoria, l’attenzione e la velocità di elaborazione delle informazioni.
In questo contesto, il legame tra Vo2max e mielinizzazione potrebbe aprire nuove prospettive per la prevenzione e il trattamento di disturbi neurologici legati all’invecchiamento.
Lo studio, condotto da ricercatori di una delle principali università internazionali, ha esaminato un campione di individui di età avanzata, mettendo in relazione i loro livelli di Vo2max con misurazioni di attività cerebrale e livelli di mielinizzazione. I risultati hanno mostrato che coloro che avevano un Vo2max più elevato presentavano una maggiore densità di mielina nelle aree cerebrali chiave, rispetto a coloro con un Vo2max inferiore.
Ma come avviene questo legame tra Vo2max e salute cerebrale? Gli esperti suggeriscono che l’esercizio fisico regolare, che migliora il Vo2max, aumenta il flusso sanguigno e l’ossigenazione del cervello, stimolando la produzione di fattori di crescita neurotrofici, proteine che favoriscono la crescita e il mantenimento delle cellule nervose.
Questi fattori, tra cui il Brain-Derived Neurotrophic Factor (BDNF), sono essenziali per la salute e la plasticità del cervello, e si ritiene che possano contribuire al miglioramento della mielinizzazione.
Inoltre, un Vo2max più elevato è indicativo di una maggiore resistenza cardiovascolare, che riduce il rischio di malattie cardiovascolari e migliora la circolazione cerebrale. Una buona circolazione, a sua volta, assicura che il cervello riceva una fornitura adeguata di ossigeno e nutrienti, favorendo così la salute cerebrale e rallentando i processi degenerativi
Questi risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la prevenzione delle malattie neurodegenerative. Se confermato, il miglioramento del Vo2max attraverso attività fisica mirata potrebbe diventare una strategia preventiva nei confronti di condizioni come l’Alzheimer, il Parkinson e altre forme di demenza senile.

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